Spettacoli

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> Gualdo Cattaneo – Teatro Comunale

Malabranca Teatro/ Compagnia dei Fondegari
BIGNÈ  – studio sul vuoto 

liberamente tratto da  “l’Orso” di Anton Čechov
con Cristina Daniele, Giodo Agrusta e Ludovico Röhl
regia di Daniele Menghini

Un grande classico rivisitato da una giovanissima compagnia affiatata e scatenata.
“Anton Čechov è un classico e i classici appartengono sempre ad un tempo che deve ancora venire. Il classico è quello che si dà una volta per tutte, che è eterno; vale per tutti gli uomini di tutti i tempi. È proprio per questo suo carattere universale che abbiamo voluto iniziare la nostra attività di ricerca teatrale partendo da uno dei suoi più famosi atti unici, L’orso. Abbiamo cercato nella messinscena di percorrere tutte quelle strade che l’autore scrivendo ha tralasciato: non assecondando il testo, ma remandovi contro. Questo lavoro non si limita a riproporre la vicenda della vedova insidiata, vicenda che lo stesso autore chiama “scherzo”, ma sceglie deliberatamente di esplorarla e riadattarla senza però snaturarne l’essenza, attraverso un’indagine contemporanea di analisi e ricerca.

Il vuoto da riempire è l’oggetto dello studio che abbiamo voluto affrontare, trascurando volutamente le dinamiche borghesi del dramma, per concentrarsi sulla catastrofe interiore a cui i tre protagonisti sembrano essere condannati. Un sogno buffo in cui i personaggi sono maschere e le maschere gabbie, in cui i ruoli diventano etichette e le battute epitaffi. Una favola assurda, in cui non è possibile piangere, in cui non si può essere tristi; dove anche il dolore e il lutto, vengono esibiti grottescamente attraverso l’amarezza di grandi sorrisi. Un eccentrico spot pubblicitario, a metà tra la commedia dell’arte e la tragedia greca, in cui i personaggi sono costretti a ridere, correre e mangiare per non fermarsi a guardare in faccia la propria misera condizione, vittime di un beffardo contrappasso. È il vuoto di tre personaggi logorati dalla vita, quello che vogliamo mettere in scena. Tre personaggi che tentano affannosamente di riempire quell’incolmabile vuoto mascherando la propria disperazione.  Tre bignè vuoti che s’agitano sulla scena. Vuoti. Senza crema.”

Ingresso 5 euro